Gente "strana" quella di Cogne. Nel corso degli anni questa popolazione ha sempre suscitato interesse da parte degli "stranieri" sulle sue origini. I tratti somatici, gli usi e i costumi, questi i principali caratteri su cui si basavano tali curiosità. Talmente strani da farsi notare per il fatto che non volevano ricevere il sacramento dell'estrema unzione perchè, se fosse seguita una guarigione, non avrebbero più dovuto "guardare il cielo nè camminare a piedi nudi" (lo si legge in uno scritto del 1416). Sull'origine dei cogneins ci si spinse sino ad ipotizzare l'origine del toponimo Cogne dall'anagramma del termine ebraico en-goc che vuole dire ecco un goc (giganti Gog e Magog). Dunque una colonia primitiva di Israeliti insediatasi tra i monti del Gran Paradiso prima dell'Era Cristiana. Nessun documento storico e nussuno scritto ufficiale può però testimoniare tale ipotesi. Malgrado questo molti abbracciarono tale tesi e per diverso tempo i Cogneins furono ritenuti discendere da tale popolazione non solo per tratti somatici caratteristici ma anche per i nomi che essi portavano. In effetti il fatto che siano presenti a Cogne nomi che si rifanno ad origini ebraiche è facilmente spiegabile. Nei primi decenni del 1800 il più noto sindaco di Cogne, César Grappein, eccentrico personaggio, con la complicità di uno zio parroco, riuscì a promuovere una nuova nomenclatura battesimale eteroclita. Dunque solo fantasie. Restano sicuramente più attendibili le ipotesi di origine del "ceppo Valsoanino", piemontese, per quanto riguarda almeno la parte alta della vallata, e del "ceppo della cintura di Aosta" per la parte bassa della vallata. Resta comunque un'unica certezza: la personalità di questa popolazione è diversa da ogni altra della valle d'Aosta, talmente unica che gli permette di chiamare "pianèn" (quelli della pianura) tutti gli altri abitanti della regione.
Nessuna foto relativa ai tratti dei cogneins ma, viva le stranezze se si abitano luoghi come quello ritratto.