tamburi e fisarmoniche
Cogne e la musica, un binomio ancora oggi interessante e d'attualità. Oltre all'amore per i canti tradizionali caratterizza questo legame uno strumeno musicale di cui si hanno le prime notizie sin dalla metà dell'800. Tracce che ci riportano verso il canavesane, a testimonianza dello stretto legame tra Cogne e quelle valli piemontesi. "Lou Tambou", tradotto: il tamburo, è lo strumento che ancora oggi tutti i diciottenni locali desiderano ottenere per la festa dei coscritti. Si tratta di una tamburo del diametro di circa 45 centimetri, dalla cassa acustica costituita da un cerchio in legno di altezza 15 cm. circa. La pelle su cui si ricavano i suoni e le vibrazioni è, nella maggior parte dei casi di camoscio; viene però utilizzata anche quella di cane. Il cerchio di legno viene addobbato all'esterno con nastri variopinti, rosso, bianco e verde che riprendono i colori del costume tradizionale, mentre all'interno vengono fissati dei campanellini in ottone. Il suo uso ha sicuramente subito trasformazioni nel corso della sua esistenza. In un primo momento probabilmente scandiva il ritmo dei canti, poi, con l'avvento della fisarmonica, il tamburo è diventato strumento di accompagnamento alle suonate tradizionali di Cogne. Fortunatamente i coscritti e i numerosi appassionati suonatori di fisarmonica di Cogne, se ne contano ancora una ventina, tra cui giovanissime leve, continuano a far vivere la tradizione e, con un po' di fortuna, ci si può imbattere, girando nei villaggi di Cogne, in esibizioni spontanee, come testimonia la fotografia qui accanto, dove purtroppo non compare il tamburo che vi farò vedere in una prossima puntata.
Cogne, 23 agosto 2004
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