Chi non ha mai avuto paura dei fantasmi è colui che non ha mai sentito raccontare le "favole" dai nonni o dai genitori. Da bambini tutti abbiamo temuto queste presenze invisibili, impalpabili. Ci venivano raccontate per dissuaderci dal fare azioni biricchine, oppure per obbligarci a comportamenti voluti dai più grandi e svolti con poco impegno dai giovanissimi. Mi ricordo la "mano rossa" che ti avrebbe preso se la domenica mancavi la messa. Ero talmente terrorizzato che quando ero ammalato e non potevo seguire la funzione religiosa, spiavo dalle finestre se scorgevo dei movimenti strani. Particolarmente famosa era poi una sorta di congregazione che si dava ritrovo durante le ore notturne in luoghi abbastanza precisi per ballare attorno ad un fuoco e fare ogni sorta di sotilegio, tra cui rubare bambini. Questo voleva dire che all'imbrunire gli scolaretti si sarebbero precipitati a casa senza doverli andare a cercare. Poi, alcuni prima, altri più tardi, ci siamo accorti che erano tutte fandonie e che i grandi ci avevano preso in giro. Che sospiro di sollievo! Malgrado tutto però un po' di timore è rimasto e quando si affronta il buio, quello vero, in un bosco, ci sentiamo ancora attorniati e spiati da presenze "follette" e ci prende una certa ansia, un batticuore strano. Fortuna nostra vuole che quando li vediamo davvero questi fastasmi li ammiriamo e restiamo estasiati dalla loro bellezza senza pensare a quelle strane storielle raccontateci da piccini. ECCOLI i fantasmi del bosco della nostra immaginazione. Cosa vi sembra? Se ne incontrano davvero tanti in questo periodo a Cogne, e sono bellissimi.
Gimillan, 3 dicembre 2004.