Una mattina da incubo. A dire il vero non ricordo di essermi svegliato, forse sono uscito direttamente da un sogno "saltando" la solita tappa obbligata per intraprendere una nuova giornata. Ho dovuto aprire una finestra per riprendere coscienza del mio stato. Una botta di freddo che ha avuto buon effetto sulla condizione comatosa che mi aveva catturato. La ripresa è stata lenta ma comunque dolcissima. La cosa strana è che la parte del corpo più stimolata al risveglio era quella dell'udito. Una sensazione che lentamente variava con il progredire della luce mattutina. Che bello! e quale piacere tendere l'orecchio! Ormai la stanza era fredda (fuori il termometro segnava ancora - 12°) ma mi dispiaceva chiudere la finestra. Sembra strano che con queste condizioni di tempo e temperatura fuori si faccia già festa, e che festa! Odore di primavera, non è quello che si percepisce con l'olfatto ma quello che si ode provenire dalla natura. Non sono le temperature polari che possono fermare un fremito irresistibile che assale gli uccellini in questa stagione. Ai primi albori si assiste ad una vera scorreria di voli, ad una sinfonia di richiami, a festosi assemblamenti. I passeri sembrano impazziti, le cince si rincorrono sino nei villaggi, il merlo fa le sue prime comparse. E' già tempo di primavera anche se la neve, scarsa durante l'inverno, potrà ancora imbiancare la natura. Ma nulla può fermare il tempo e le stagioni e la primavera merita tutto questo fermento. Dev'essere bello nascere con così tanta accoglienza e festosità, e, soprattutto, rinascere ogni anno.
La digitale che uso non riesce a cattuarre ciò che ho descritto e, allora, allego un'immagine che insieme rappresenta lo stato "comatoso" (espresso qualche volta anche dalla natura) e il freddo di questa mattinata.
Gimillan, 4 marzo 2005.