La montagna è un ambiente che ancora oggi si sta modellando. Tale lenta trasformazione la si può osservare sopra una morena glaciale, oppure osservando la base di una alta vetta sulle cui roccie si potranno vedere le rughe del passaggio del ghiacciaio. La trasformazione di questo rude ambiente viaggia a diverse velocità, a seconda del titpo di roccie che lo compongono, dell'epoca di ritirata dei ghiacciai, dell'esposizione alle inclemenze meteorologiche. Naturalmente molti fenomeni importanti verificatisi nel tempo non si scorgono più. Altri, invece, sono evidentissimi ancora oggi e ci fanno intuire quale forza e quali catastofri abbiano potuto comportare questi eventi. In modo particolare in questo appuntamento voglio indicarvi la frana, o paleofrana, della Cretetta, posta a nord - est del villaggio di Gimillan, naturalmente vallone di Cogne. Le frane si distinguono dall'analisi di alcuni fattori: conservazione di una zona concava di distacco, forma di deposito del materiale anomala rispetto al territorio in cui è inserito, presenza di grandi massi. Nella foto allegata vi presento la zona sopra citata (sullo sfondo la catena del Gran Paradiso) da cui si nota in modo evidente la strana forma della zona fotografata. Si tratta, con ogni probabilità, di un'ampia frana scesa dal costone opposto della montagna, il monte Grèia, che, cadendo, ha occluso l'intera valle creando a monte un ampio bacino idrico che nel tempo ha depositato materiali terrosi e sabbiosi modellando la valle come oggi possiamo ammirarla. Nel tempo il flusso dell'acqua ha riguadagnato il suo corso scavando un'ampia e ripida gola liberando così, lentamente, il bacino formatosi.
Montagna, continua scoperta per gli attenti osservatori e gli appassionati di Natura. Venite a trovarci.
Gimillan, 2 giugno 2005