Agli appassionati di escursioni in montagna non è sicuramente sfuggita la presenza di uno strano accompagnatore lungo il cammino. Vorrei definirlo un angelo custode ma il suo colore è nero ed è più facile accostarlo al classico "avvoltoio". Nessuna paura, vi spia ma non è pericoloso. Il Gracchio Alpino è un corvide di alta montagna ed è onnipresente. Tiene le debite distanze dall'uomo, solamente in alcune zone particolarmente affollate di turisti si avvicina sino a prendere il tozzo di pane dalle mani, e in parte di mestiere fa lo spazzino dei resti commestibili lasciati dai visitatori. Per questo motivo siete sempre sotto osservazione, non per altro. Questi uccelli sono degli ottimi volatori ed hanno una capacità di adattamento impressionante. Sul gracchio alpino è stato svolto uno studio nel territorio del parco nazionale del Gran Paradiso che ha ben evidenziato questa caratteristica. In condizioni normali questo volatile vive, durante l'estate, ad altitudini rilevanti, tra i 2500 e i 3000 metri. Si ciba di bacche di ginepro, di rosa canina, di crespino e di resti lasciati dai turisti. Per reperire il cibo volano anche a 10 chilometri di distanza. In presenza di neve il gracchio alpino tende a scendere di quota e durante l'inverno lo possiamo trovare durante il giorno intorno ai 1500 metri. Per la notte invece rientra nei posatoi di alta quota. In questo periodo di temperature rigide tende a muoversi in gruppi di diverse centinaia di esemplari. Naturalmente il reperimento del cibo in inverno è particolarmente gravoso e difficile, tanto da spingere il gracchio ad effettuare lunghissimi tragitti verso i fondovalle, 500 metri, al di fuori del territorio del parco, dove si ciba di resti di frutta e vermi. Trasferte lunghissime che raggiungono anche i 20 chilometri di distanza. In queste occasioni gli stormi in pianura si riuniscono e raggiungono dimensioni incredibili, se ne sono contati anche 1800 in una sola volta. Anche in questi casi gli uccelli rientrano nei loro posatoi in montagna compiendo tragitti di 2000 metri di dislivello.
Nella fotografia un particolare del volo "acrobatico" del gracchio alpino.
Gimillan, 19 giugno 2005