Si raccontava di un’anziana signora di Valnontey, realmente vissuta nel nostro Comune, che, nelle sue uscite di casa, era solita accompagnarsi di una borsa da cui era indivisibile. Si trattava di una valigetta sempre ben chiusa, che non veniva mai aperta alla presenza di altre persone e portata a tracolla, ben stretta sotto il braccio. Questo comportamento della donna attirò subito l’attenzione della gente locale che non perse tempo a definirla "donna dei malefizi". Tale classificazione tendeva ad isolarla e quando si poteva si girava alla larga per non doverla incontrare. Al pregiudizio non tutti sono propensi a credere e spesso si è curiosi di verificare quale sia il contenuto del preconcetto stesso. Nel nostro caso lo spavaldo curioso di turno era un guardacaccia della riserva reale. Il contenuto di quella borsetta tenuta così stretta e mai aperta lo aveva come stregato; lui voleva sapere che cosa contenesse. Tra le soluzioni possibili per avere questa risposta il nostro guardacaccia pensò che forse bastava fare cadere la valigetta in terra e questa si sarebbe aperta. Un forte spavento forse le avrebbe fatto mollare la presa. Prese allora posizione nella località di "Boouva" sistemando per bene il suo fucile sopra l’appoggio migliore e aspettò che la donna passasse di là. L’attesa non fu lunga e, quando l’anziana signora venne a tiro, presa la mira, esplose il colpo diretto proprio vicino alla donna. Lo spavento fu enorme ma la borsetta restò nella sua posizione e il suo contenuto non si rivelò. Una rivelazione la fece invece la poverina che venne presa di mira dal guardacaccia. Indicando con il dito il versante opposto a dove era successo il fatto, disse: «Il destino ti riserva una caduta irreparabile da lassù.» Non si è mai avuta la certezza dei poteri della signora di Valnontey ma il destino del guardacaccia proprio lì lo portò e del fatto è ancor oggi testimonianza la croce posta appena prima di Valnontey, a monte della strada comunale.
Gimillan, 29 giugno 2005.