Al di fuori delle classiche vie del trekking alpino a Cogne esistono numerose possibilità di scoprire ambienti nuovi e selvaggi, soprattutto nei sentieri di media quota. Ci si può immergere nella vera Natura incontaminata dei boschi, lontani dalla folla e dai rumori "umani", per rigenerarsi ed immergersi nei suoni del "naturale". Qui ogni sventolio di foglia è percepito e attira lo sguardo del visitatore. Qui i camosci con i loro piccoli sgambettano agevolmente nell'erba alta e le nocciolaie fanno a gara per accappararsi i pinoli migliori. E cosa dire degli sorci improvvisi sulle cime immacolate delle vette più alte che quà e là fanno capolino tra le rare radure boscate? Sono una sorpresa da mozzafiato che bisogna scoprire per poterne carpire la piacevole sensazione di entusiasmante bellezza. Tutte queste grandi scoperte rendono insignificanti le fatiche del cammino in montagna e stimolano ad andare avanti per ricercare le sicure novità che si nascondono appena dietro l'angolo. Tutto questo per riassumervi tre ore e mezzo di attraversata tra i boschi da Epinel al Grand Nomenon lungo il sentiero che si snoda tra i 1450 e i 1970 metri di quota sulla sinistra orografica della valle di Cogne. Certo le sensazioni più forti, quelle che in silenzio si "rispolverano" nella memoria il giorno dopo la camminata. Le curiosità da vedere sono molto più numerose: dalle caratteristiche baite in legno, ai corsi d'acqua che si sono scavati il letto in roccie di granito, ai ponticelli in legno, ai formicai giganti, al caratteristico fontanile dove ci si rifornisce di acqua, alla pietraia colorata di licheni, agli spettri dei grandi ceppi d'albero rotti dalla furia delle valanghe. Sono sicuro che ad ogni passaggio in un ambiente così prezioso si potrà gioire di una nuova sorpresa ed acquisire una sensazione diversa, che sarà comunque di pace e tranquillità, soli con se stessi e la Nautra.
A corredo di questa divagazione vi mando una cartolina della veduta sul Monte Bianco catturata durante l'attraversata.
Gimillan 21 luglio 2005.