In questa occasione vi racconto una breve storiella: Valhereusa (Valle Felice). E' un classico racconto tramandato dalla gente di montagna, attori di una vita felice e dedicata al rispetto di nostro Signore. Il piccolo villaggio della "valle felice" era individuato nella Valnontey, nella sua parte più vicina ai ghiacciai perenni del Gran Paradiso. Una piccola colonia aveva trovato in questo luogo terreni fertili e pascoli grassi che gli permettevano di vivere in pace e serenità, dedita al lavoro e alla pastorizia. La valle di Cogne era agli albori della sua colonizzazione e i primi aggregati abitati sottostavano alla parrocchiale del Cret, nel medio vallone di Urtier. Il percorso per giungere alla graziosa chiesetta era però molto lungo e non sempre i fedeli riuscivano a partecipare alla Santa Messa domenicale. Non si poteva però mancare alla messa di mezzanotte. In occasione del Natale di chissà quante centinaia di anni fa gli abitanti di Valhereusa si avviarono in processione verso il luogo di culto del Cret, lasciando nel piccolo villaggio gli anziani, i bambini ed una famiglia che affermava di non temere Dio. Al rientro dalla messa di mezzanotte una triste sorpresa attendeva i fedeli. Il Signore aveva punito gli abitanti che non avevano osservato il precetto della messa di mezzanotte e li seppellì sotto una enorme frana di giganteschi massi. Valhereusa non fu più ricostruita e da quel giorno vive solamente nelle leggende di Cogne. Un solo segno del Signore e della Natura continua ancor oggi a destare nei visitatori del sito ammirazione e rispetto: la bella sorgente d'acqua limpida e fresca che sgorga dai piedi della frana che seppellì Valhereusa. Una storia che certamente aveva lo scopo di lasciare un insegnamento. Quale? A voi lascio la scelta di confezionare quello migliore.
Gimillan 30.01.2006
Nella foto: il villaggio di Gimillan in primo piano, Cogne e la sua prateria nella zona centrale, il vallone di Valnontey sullo sfondo.