Poche settimane ci dividono dalla primavera ma il generale inverno è ancora ben presente. Non bastano ancora le giornate più lunghe e il sole più caldo a cancellare i resti di questa stagione che si è rivelata particolarmente fredda. Andando a rispolverare i sapienti detti popolari scopriamo cosa ci spetta ancora prima di assaporare il tepore primaverile. Per quanto riguarda le temperature rigide gli indicatori sono posti negli ultimi tre giorni di marzo, indicati come "i giorni della vecchia", e nei primi tre giorni di aprile, detti "i giorni del vecchio". Come sempre, tra donne e uomini, c'è la disputa tra chi è il più buono, il più bravo, il più docile. In genere tre giorni sono particolarmente freddi, mentre gli altri tre sono più caldi. In questo modo si individua chi è per l'anno di riferimento, tra la vecchia e il vecchio, il più irritato. Ma il vero colpo di grazia in quanto a temperatura lo danno i tre Santi del freddo, Selmet, Dzordzet e Mèarquet, rispettivamente il 21, il 23 e il 25 aprile. A Cogne li chiamano, con gran rispetto, i tre "Patroni del Freddo" o "Cavallieri del Freddo".
Uno dei fatti più evidenti da osservare in questo periodo sono però i ghiaccioli che si formano con lo sciogliersi della neve. L'antica sapienza voleva che le "stallattiti" ghiacciate se perduravano anche durante il giorno allungavano l'inverno. La misura di questo prolungamento è data dalla loro lunghezza: tanto è lungo il ghiacciolo, tanto è lo strato di neve che ancora dovrà cadere. Se l'osservazione risponde al vero probabilmente dobbiamo ancora aspettarci una bella nevicata. La foto a fianco ne è testimonianza.
Gimillan, 2 marzo 2006.