Nell'ultima puntata vi avevo condotti alla conoscenza di un segno rilevato dagli anziani del paese che indicava il prolungamento dell'inverno: i ghiaccioli. Ebbene quest'anno le stallatiti ghiacciate hanno colpito nel segno, l'inverno è ancora ben presente. E' arrivata copiosa la neve, si è riaffacciato il freddo e il vento in questi gioni spadroneggia. Certo sono giornate difficili queste, anche per chi vorrebbe passeggiare approfittando dei caldi raggi di sole. Gli unici a divertirsi sono i gracchi, uccelli neri con becco e zampine gialle, poco più piccoli dei corvi, che si lasciano sballottare nel vento compiendo piroette e picchiate mozzafiato. In queste condizioni si avventurano sin dentro i centri abitati alla ricerca di qualche cosa da beccare. Osano persino rubare sulle finestre del Petit Giles i frutti di Berberis Vulgaris e di Rosa Canina degli abbellimenti invernali. Gli stormi a volte contano diverse centinaia di esemplari e quando si posano tutti insieme anneriscono completamente il tetto scelto per l'atterraggio. Le vette più alte ed i picchi più aguzzi sembrano invece diventare enormi camini da dove prendono vita altissime fumate di neve portate dal vento.
Naturalmente non tutto è inverno. Venerdi 10 marzo ho visto il primo fiore di quest'anno: la Tussilago Farfara. Nei pressi di una sorgente naturale, malgrado la posizione poco esposta, nell'unica sottile stiscia non innevata, un capolino giallo ha attratto la mia attenzione. Mi sono avvicinato con rispetto e lui, altrettanto gentile mi ha confidato che è prossima la primavera.
Gimillan, 12 marzo 2006.
Nella foto: dalla finestra del Petit Giles quando fuori infiuria la buffera.