Ultimi sfoghi per gli appassionati della neve. Qualche bella ultima soddisfazione però possiamo ancora prendercela. E allora, ciaspole sulle spalle, si parte verso le quote più alte a violare i tremila metri dove calpestare la neve dà ancora soddifazione. Arpisson è una delle mete possibili. Due i percorsi possibili. Entrambi partono da Gimillan: il primo è diretto verso la località citata, attraverso il bosco del Pian della Brènva. Il secondo, più lungo ma delizioso per chi ama la pace del bosco ed i suoi profumi, si dirige verso l'alpeggio del Tzavanis. Da qui si sale diritti verso la meta seguendo un sentierino sempre più ripido e sempre più tortuoso. Si attraversa poi il torrente omonimo e ci si trova nella prateria dell'Arpisson. Basta voltarsi per ritrovare le forze consumate nella salita; la vista è splendida, dal ghiacciaio del Ruitor alla Torre Lavina, una veduta completa a 180°. In questa stagione non di rado si possono anche osservare i voli delle aquile all'individuazione di prede e alla ricerca del miglior sito per nidificare. Dall'alpeggio di Arpisson si possono indossare le racchette e proseguire verso il colle Tza Sèche oppure il colle Garin. Certo è ancora impegnativo ma la soddisfazione di trovarsi in questo ambiente è grande e ripagante della stanchezza accumulata.
Nell'immagine accanto una veduta da Arpisson verso la Grivola e il Gran Paradiso.
Gimillan, 17 aprile 2006.