Raccontare Cogne è lo scopo principale di questo spazio. Non essendo però l'unico obiettivo mi dà la forza di scrivere la paginetta odierna dopo una lunga assenza. Il mio contatto con voi dovrebbe essere più assiduo e puntuale ma motivi di varia natura spesso mi portano lontano da questo appuntamento; a volte distante spiritualmente, altre fisicamente. La spinta per scrivere queste righe mi è data da una serie di fotografie che ho riportato assieme ad una splendida giornata vissuta in alta montagna in compagnia di Ivana. Le difficoltà di scegliere l'immagine giusta per questo appuntamento è grande perchè dovrò scartare per forza di cose due immagini su tre: il più bel paesaggio, il miglior ritratto di Ivana, la più significativa.
Beh, intanto vi racconto la giornata poi, si vedrà. Finalmente, dopo tanti dai, tanti se e tanti ma, la scorsa settimana siamo riusciti a vincere la Tersiva, vetta al filo dei 3600 metri di quota che chiude a monte il vallone di Grauson. Una bella impresa da compiere con ramponi, picozza e corda. L'assalto alla vetta, nessuna difficoltà alpinistica particolare, l'abbiamo sferrato alle 5 del mattino. L'alba si stava annunciando con il suo caratteristico venticello, con i canti degli uccellini irrequieti per poter fare i primi voli alla ricerca di cibo, con la rugiada che ancora cadeva leggerissima. I passi sono corti ma si susseguono velocemente per cercare di scaldare i muscoli al fresco del mattino. La nostra meta è già visibile, lassù, in alto. Il ghiacciaio si avvicina sempre più e il fresco non ci suggerisce ancora di toglierci gli indumenti, non sudiamo ancora. Per fortuna il ghiaccio tiene bene e la poca neve rimasta ci fa galleggiare in modo ottimale. Ci rincorre il sole, ha illuminato le vette della catena del monte Bianco e tutto il Gran Paradiso. Sono scorci che alleggeriscono la faticosa salita al colle da dove poi la cresta spartiacque sul vallone di Fenis ci conduce alla sommità. Ancora pochi passi poi, al colle, a rompere il fiato dalla bellezza, il Cervino e il gruppo del Rosa. Un attimo per riprendersi dalla spettacolarità che ci circonda poi, su e ancora su, testa bassa sull'ultimo strappo. Magnifico, laggiù in fondo il Monviso riesce a bucare la spessa cappa sulla pianura e troneggia sull'immenso mare di fumo. Sono solo le 7 e 20 e siamo già in vetta, mille metri più in basso il nostro punto di partenza si stà illuminando di sole soltanto adesso. La sosta è lunga e la colazione abbondante. E' ora di rientrare, la discesa è altrettanto lunga soprattutto se ci si vuole guardare intorno ed ammirare quello che la natura ci offre a queste altitudini.
I quattro passi in montagna si sono conclusi felicemente ed hanno rifornito lo spirito di una cospicua riserva di emozioni che ricordare durante l'estate di lavoro aiuterà ad andare avanti anche se molto stanchi.
Gimillan, 7 luglio 2006
Ora la foto: credo che sceglierò la più significativa, panoramica sulla Grivola appoggiata su un costone di rododendri in fiore (Grauson inferiore). La prova fotografica che abbiamo vinto la Tersiva la conservo in albergo, se non ci credete che siamo arrivati in punta venite a vedere.