Hotel Petit Giles  
   
 
favola petit giles

Un tempo c'era ........, adagiato sopra un aereo terrazzo erboso un tranquillo villaggio di baite dove la vita si svolgeva nel rispetto del tempo e della natura. In uno di questi "chalets" viveva un omaccione dai baffi lunghi e folti. La sua figura incuteva paura e chi non lo conosceva cercava la prima viuzza trasversale per sparire dal suo passaggio. In realtà la sua cortesia e la sua bonarietà erano pari alla sua stazza, nel villaggio tutti lo sapevano e spesso andavano a cercare la sua compagnia. A riprova della sua dolcezza, la mamma, malgrado la mole del figlio, lo chiamava "mon petit", mio piccolo. Era un agricoltore stimato e rispettato. Era anche cacciatore, non per piacere ma per bisogno. A quei tempi la caccia dava un sostegno sostanziale nell'alimentazione. Quando arrivava l'autunno l'omaccione spariva spesso dal villaggio e si trasferiva sulle sue montagne a scegliere i camosci migliori e le marmotte più grasse. Non è mai ritornato a mani vuote. Molte sono le storie che si raccontano ancora oggi sul cacciatore "Giles" e spesso si passano interi pomeriggi, o lunghe serate davanti al camminetto acceso, a raccontarsi ancora una volta le stesse storie di fatica, di felicità, di pericolo. Spesso lo si vedeva volgere lo sguardo verso i monti imbiancati di neve e ricoperti da ghiacciai perenni in una contemplazione religiosa. Era immobile, lo sguardo fisso e l'orecchio attento. Immagini, suoni e odori venivano catturati ed immagazzinati col solo pensiero. Non aveva senso muoversi in presenza d'una così preponderante natura, tutto gli arrivava automaticamente senza fare alcunchè. Le mucche al pascolo? Cos'erano due mucche al pascolo rispetto alla maestosità del Gran Paradiso. Forse le stesse sensazioni le provavano anche gli animali che, pur di non disturbare il loro pastore, diligentemente pascolavano senza infrangere i confini delle proprietà altrui.

Un tempo c'era l'omaccione Petit Giles, oggi non c'é più. Per fortuna è rimasta la poesia d'un tempo che ancora c'é nel villaggio di baite chiamato Gimillan. E ..... c'é ancora il terrazzo erboso, o innevato, da cui si gode il Gran Paradiso, quello di questo mondo s'intende, e c'è ancora quell'atmosfera in cui, se ti concedi, immagini, suoni ed odori li percepisci anche con gli occhi chiusi. Noi siamo quella baita in cui l'omaccione viveva e trasportava tutte le sue esperienze. Qui i muri e le travi di legno ti racconteranno tante cose che forse non sapevi d'aver perduto. Noi ti possiamo offrire l'atmosfera, il resto lo devi fare Tu.

Gimillan, 10 gennaio 2007.

Nella foto: il Petit Giles in atmosfera Natalizia.


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