Sembra di essere in una barzelletta oppure in una favola delle stranezze. E' la situazione stagionale attuale a suggerire questa impressione. Temperature estive, pochissima neve, primi fiori sbocciati, gemme rigonfie. Eppure non è un sogno, è tutto reale e brutalmente presentato da una natura che sembra essere diventata ribelle. Certo vi sono anche aspetti positivi della situazione ma certamente non è inverno, e perdere una stagione comporta sempre dei problemi all'intero sistema. Difficilmente poi si potrà recuperare in altre stagioni ciò che si è perso, anche se un vecchio detto ci ricorda che "il lupo non ha mai mangiato l'inverno". In poche parole prima o poi l'inverno arriva. La spietatezza e la voracità del predatore non possono bastare a contrastare il freddo e nevoso inverno. Dunque aspettimolo ancora, con pazienza, barba bianca potrebbe ancora farsi vivo. Nel frattempo cerchiamo di goderci le belle giornate soleggiate con lunghe passeggiate nei boschi e, qualche volta, anche in alta quota da dove si possono ammirare paesaggi maestosi e nuovi di questa stagione, malgrado siano luoghi già conosciuti. La brezza calda di oggi filtrava tra gli alti fusti di larice, mormorava filastrocche leggere e scuoteva gli ultimi aghi gialli rimasti ancora tenacemente attaccati ai rami. Anche le piccole cince si divertivano nel saliscendi dei fusti alla ricerca delle prime ghiotte scorpacciate di insetti che impazziti per il caldo già si avventurano nel tepore del sole. A riportarci nella realtà della stagione che dovremmo vivere sono poche lastre di ghiaccio lungo il sentiero che tenacemente, all'ombra del sole e riparate dal vento caldo, contrastano questa pazza stagione. Attenti, si scivola e potreste anche "sculare" se mentre camminate il naso è troppo spesso all'insù. L'altro elemento che ci rende coscienti di essere in inverno è il lungo serpentone innevato artificialmente dei prati di Sant'Orso, teatro di coppe del mondo di sci nordico e competizioni europee della stessa specialità. Veramente poco, ma questo è, e questo solo possiamo documentare.
Gimillan, 20 gennaio 2007.
Nella foto: una veduta della frazione di Gimillan, i prati di sant'Orso e il vallone di Valnontey chiuso dalla catena di monti e ghiacci del Gran Paradiso.