E' arrivato l'inverno e, anche questa volta, il vecchio detto di cui ho parlato nel precedente appuntamento si è avverato. Non è stata sicuramente una nevicata strepitosa ma certamente ha reso invernale l'aspetto delle nostre montagne. Più pungente invece il freddo che però mantiene soffice soffice lo strato di neve che copre il suolo. Nel tardo pomeriggio sono andato a tracciare con le ciaspole il sentiero dei boscaioli. Già, per faticare meno a trainare i tronchi nel bosco bisogna ingegnarsi ed usufruire di ogni minimo accorgimento. Sulla neve battuta i tronchi scivolano come fuscelli sull'acqua e la giornata diventa meno faticosa. Non è comunque questo l'argomento di cui volevo rendervi partecipi in questo appuntamento. Il motivo di questo breve articolo è di raccontarvi la bellezza di poter camminare nella coltre bianca , vergine da ogni passaggio se non quello animale. Il bosco alto di Gimillan è costituito in gran parte da larici, dal fusto altissimo e slanciato; non è particolarmente folto e, sotto la neve, gli alberi sembrano soldati in un momento di riposo. Quanta pace dopo la battaglia, quella di ogni giorno. L'atmosfera che si vive attraversando questa macchia alberata è di perfetta tranquillità. Il camminare diventa quasi uno scivolare lungo il sentiero, il silenzio ti permette di raccogliere tutte le sensazioni che la Natura ti rivolge, in modo ancora più accentuato quando c'è la neve. E' talmente ampio lo spazio disponibile che tutti possono usufruire di un angolo immacolato e questo vagare, senza riferimenti e mete, ti mette nella condizione di sentirti a proprio agio, leggero, a volte quasi staccato dal suolo tanto che ti devi voltare per essere certo di aver lasciato la traccia sulla neve. Certo oggi ho faticato un po' e a volte il passo si è fatto pesante. Rientrando verso casa però mi sono preso lo spazio dovuto ed i passi nella neve sono diventati leggerissimi. Mi sono divertito ad aggirare le basi delle folte chiome cercando di non toccare i rami carichi di neve che quasi toccano terra. A tratti il leggero vento che si era alzato mi infarinava facendo cadere la neve dai rami e il freddo del gelo mi riportava alla realtà. La realtà della sera che stava sopraggiungendo, la luna alta nel centro del cielo, la stella del buon pastore a sud, a guardia della Grivola, le luci degli abitati che, laggiù, ai miei piedi, lentamente s'imponevano all'imbrunire. Sta sopraggiungendo il buio ma non sono preoccupato, ormai sono vicino a casa. Mi immagino già la luce del camminetto acceso, il crepitio della fiamma anche questa sera, fortunatamente, mi racconterà ancora una volta questa storia.
Gimillan, 26 gennaio 2007
Nella foto: un solitario ceppo di legno ti osserva e, se ascolti attentamente, ti racconta una fiaba.