I più piccoli, nel pensiero generale, soccombono nel confronto diretto con chi è più grande. Fortunatamente non si tratta di una costante e c'è chi, più piccino, riesce a farsi rispettare e, qualche volta, anche a dare sonore lezioni ai giganti. Questa riflessione l'ho rubata da una scena aerea svoltasi ieri pomeriggio. Gli attori erano un corvo e un falco. Quest'ultimo, nei trasferimenti alla ricerca di prede, ha violato lo spazio aereo occupato da una famiglia di corvi. L’imprudenza è costata al falco una brutta figura per la precipitosa ritirata a cui è stato costretto e alcune penne che sono saltate nel confronto con l’altro volatile. Il corvo non si è fatto intimorire e si è gettato a capofitto sull’intruso. La stazza più esile rispetto all’avversario gli permette una maggiore agilità e velocità di attacco cosicché, in questo caso, il più grande deve impegnarsi al massimo per subire l’onta minore. Non per questo il corvo è il Re del Cielo. Le stesse conseguenze che ha inflitto al falco lui le subisce dai gracchi e questi ultimi dagli uccellini della grandezza di un passerotto. Sembra impossibile che i padroni dell’aria siano davvero i più piccoli. Anzi, sicuramente, anche lì i Re sono i più grandi, l’aquila. I più piccoli però, all’occorrenza, si fanno rispettare.
Gimillan, 15 marzo 2007.
Nella fotografia a fianco 2 gracchi si dilettano in acrobazie.