I territori montani nascondono sempre segni molto particolari e di ogni genere. Pochi di noi hanno la capacità di osservare e cogliere i diversi aspetti di questo ambiente. Ancor meno si pensa alla presenza di possibili indicazioni che antichi uomini hanno lasciato a testimonianza del loro passaggio in queste aree. Quando poi ci si accorge di questi aspetti ci si incuriosisce e in ogni luogo in cui ci si trova si va alla ricerca di testimonianze. Da qualche tempo anche a Cogne è sorta questa curiosità e una voglia nuova di ricerca di questi "graffi" grazie alla divulgazione di alcuni articoli che descrivono la tematica sulle pagine del giornalino della biblioteca. Aspetti che erano sfuggiti annche ai più accaniti frequentatori locali della montagna, una sorta di ignoranza verso scalfitture nella roccia, disegni in rilievo e quant'altro. Quelle cose, nei secoli scorsi, venivano eseguiti dai locali sulle porte in legno delle tradizionali baite di alta quota ma con un significato sicuramente diverso da quelli rintracciabili su roccie antichissime. I segni sulle porte indicavano nomi, iniziali, a cui seguivano incisioni di una serie più o meno lunga di anni (1927 - 1928- ecc.) che stavano ad indicare quante stagioni da pastore aveva fatto in quell'alpeggio Tizio o Caio. Era una sorta di "vanto" per l'assiduità con cui si viveva questa difficile vita rurale. Quello che invece è interessante rintracciare prima ed analizzare poi sono particolari costruzioni in pietra e segni scavati nella roccia probabilmente oltre tremila anni fa. Nella vallata di Cogne vi sono numerose testimonianze e la possibilità di imbattersi in questi "monumenti" è davvero significativa. Segni che alcuni di noi conoscono magari da diverso tempo ma a cui nessuno ha fatto caso o si sia mai chiesto il perché di geometrie disegnate da solchi e coppelle proprio in quel luogo o su quel masso. E' successo anche al sottoscritto e, lunedi, sono andato a verificare in un luogo poco distante da Gimillan se i segni che ricordavo sopra un bellissimo masso potevano ricondurre alla divulgazione di cui vi dicevo precedentemente. Effettivamente i miei ricordi si sono confermati esatti e le coppelle ricavate nella parte piana sulla cima del roccione sono simili a quelle descritte e fotografate dall'appassionato ricercatore che ha proposto la divulgazione. Anzi, credo che il diametro delle coppelle siano di dimensioni e di perfezione di esecuzione maggiori di quelle da lui illustrate. Con ogni probabilità le testimonianze lasciate risalgono all'età del ferro e venivano usate per riti propiziatori o comunque per la venerazione di qualche divinità.
A fianco un'immagine delle coppelle del "grande masso".
Gimillan, 24 apprile 2007.