Non abbiamo resistito malgrado il tempo sia inclemente. Anzi, forse proprio perché fa freddo e sta per piovere decidiamo che questo pomeriggio si va, si, si va in montagna in barba a quelli che hanno rinunciato al week-end a causa del tempo. Zaini in spalla e la baita è là che ci aspetta. L'abbigliamneto accurato ci permettere di raggiungere la meta in condizioni eccellenti. Si accende la stufa, si beve il the e ....,
perché no, sfidiamo ancora il tempo e decidiamo per una passeggiata ulteriore verso Grauson a prendere i fiocchi di neve, si proprio quelli che quest'inverno non siamo riusciti a godere. Ci siamo prefissati un'unica cosa, cercare di andare lentamente e non sudare troppo. La pioggia ci accompagna silenziosamente, sempre più silenziosamente man mano che si mescola con i fiocchi giganti di neve. Camminiamo da meno di mezz'ora ed ecco una marmotta sul bordo della sua tana. Certamente il suo spirito è diverso dal nostro. Per lei che è da poco uscita dal letargo
il sole sarebbe una manna. Ci guardiamo e il pensiero è lo stesso: si va vanti. Si, è veramente bello sotto questa bella nevicata. Siamo ben oltre i duemila metri e gli ambienti conosciuti a menadito, in queste condizioni sembrano posti mai visti. E' tutta una scoperta. Qua e la i fiori spuntano dalla neve, la maggior parte sono curvi sotto il peso della coltre bianca e forse non si rialzeranno più. Si sale ancora, senza fiatare e con l'orecchio a scoprire i suoni di questo silenzio. Arriviamo alle baite del Grauson vecchio, 2300 metri. E' irreale, solo una settimana fa eravamo incerti
se raccogliere le violette, oggi è tutto bianco. Ci riposiamo un attimo e poi rientriamo. La stufa ci ha spettato ed emana ancora un bel calduccio. Ci cambiamo. E' tardi, è ora di fare la minestra. Poi a letto e buonanotte ai suonatori.
Gimillan 1° giugno 2007.
Nell'immagine l'indicazione segnaletica a Grauson.