Personaggio simbolo del male nelle favole per bambini, figura pericolosa e crudele nell'immaginario dell'uomo, il lupo ha da sempre impersonato un ruolo che con ogni probabilità non gli spetta. Al grido "al Lupo, al Lupo" tutti cercano rifugio e tendono a correre al riparo dai suoi attacchi. Ma chi è mai stato attaccato dal Lupo? Boh, io non conosco nessuno. Conosco invece bene chi è stato aggredito dal più fedele amico dell'uomo. Certamente non voglio colpevolizzare ed assolvere nessuno degli animali a cui mi riferisco, ma sono animali e, come gli umani, hanno le loro reazioni, le loro esigenze, i loro caratteri (naturalmente animaleschi). Da qualche giorno si torna a gridare "al Lupo, al Lupo" nel senso a cui siamo da sempre stati abituati a conoscerlo: come pericolo. E' vero che negli allevamenti di bestiame sono state riscontrate delle aggressioni e delle uccisioni. Non tutte sono da riportare alle malefatte del Lupo. Quelle documentate scientificamente sono davvero poche. Più spesso le perdite subite dai greggi o le dispersioni di vitellini, nei pascoli dove le mandrie sono brade, sono dovute ad incursioni di cani sfuggiti al controllo dell'uomo. Anche il nostro amico cane a volte si ricorda di essere un po' "Lupo" e le origini predatorie prendono il sopravvento spingendoli a cacciare come nella notte dei tempi (e come per il paragone precedente con gli umani anche lui caccia solo per piacere e non per necessità). Non sempre, poi, gli animali dispersi sono stati aggrediti da un qualsiasi animale. Spesso nei gruppi bradi succede che elementi del gregge, piuttosto che della mandria, si avventuri in ambienti pericolosi e periscano a causa di cadute a cui nessuno potrà essere testimone. Dunque non dramatizziamo troppo e quando gridiamo "al Lupo, al Lupo" qualche volta esclamiamolo come sorpresa di vedere questo bel predatore tornare ad occupare gli spazi da cui era stato estromesso ed eliminato. Ora sappiamo con certezza che lentamente farà ritorno nelle nostre valli, prepariamoci a convivere con il nuovo arrivato attivando tutte le precauzioni possibili per evitare di doverlo tacciare come brutto, nero e cattivo. In fondo è un predatore, che ci possiamo fare? Fa parte della Natura, di un sistema che troppo spesso l'uomo ha voluto e vuole ancora rompere. E, poi, io il Lupo, anche se con un po' di paura e senza gridare forte "al Lupo al Lupo", lo vorrei davvero incontrare; sarebbe una vera soddisfazione.
Gimillan, 3 ottobre 2007.
Nella foto: il ritono a valle di un nini gregge che per tutta l'estate ha pascolato senza sorveglianza nel vallone del Grauson.