Ho camminato lungo un sentiero innevato. Mi hanno fatto compagnia i miei passi e la mia ombra. Ero assorto nei miei pensieri. Nello stesso tempo però godevo del paesaggio che mi circondava e della intensa luce che la neve rifletteva sotto i raggi del sole. Ad un certo punto ho anche faticato perchè la neve era alta e nessuno prima di me, oltre ad una volpe, aveva calpestato il candido manto invernale. Non mi sono per questo fermato e ho continuato a sudare. Che sensazione quando sotto il mio peso la coltre di neve si assestava su ampie dimensioni. Sembrava un tonfo sordo, una caduta nel vuoto. Per fortuna non ero su pendii scoscesi, dove in simili condizioni si staccano le valanghe. Sono tornato sui miei passi e mi sono fermato alla baita. Una vecchia asse davanti alla porta mi ha accolto e mi ha fatto riposare. Ho chiuso gli occhi ed ho ascoltato. Che delusione, la prima cosa che ho subito è l'inquinamento che l'uomo è riuscito a portare anche in questo infinito mondo degli occhi chiusi, l'aereo. E' difficile selezionare i suoni ma con la buona volonta tornano lentamente e sempre più chiaramente il canto degli uccelli, il leggero soffio del vento, il lontano rumore di acque che scendono verso valle, forse anche mugughi di animali che arrancano nella neve e che forse non mangiano da giorni. Immaginazione? Fantasia? Realta? Poco importa quando le scelte le decidi tu. Il sole qui ormai sta calando ed è il tempo di rincorrerlo se vuoi catturare i suoi ultimi raggi. Così mi muovo e lo inseguo sin quando l'orrizzonte lo inghiotte e mi manda le prime lancie di freddo. E' ora di tornare alla realtà che ricca della passeggiata mi permetterà di affrontare con molta serenità.
Impressioni tratte sfogliando la mente di un innamorato ....... . Puoi provarle anche Tu racchettando o camminando sulle nevi del Gran Paradiso e dei suoi dintorni.
Gimillan, 26 gennaio 2008.
Nell'immagine che accompagna questo racconto: la baita di Ecloseur, sullo sfondo il Gran Sertz