E' diverso tempo che sto pensando a voi. Sono assente ormai da più di un mese, credo. Eppure in mente avevo delle idee e dei motivi per scrivere su questa pagina ma ....., non sono ancora riuscito a concretizzare ciò che ho in testa.
Mi sento un po' in colpa e, allora, anche se molto impreparato provo a riallacciare un breve contatto. Sono seduto di fronte al caminetto e mi siete venuti alla mente. Abbiamo fatto una piccola modifica al nostro caminetto ed ora lo accendiamo molto più spesso d'un tempo. Il tepore è dolce e giunge leggero sulla pelle. Fissando intensamente le fiamme che si sprigionano dai ciocchi di larice si possono disegnare fantastiche immagini. Bisogna essere però molto attenti nel realizzare ciò che la vista invia al nostro sistema sensoriale perchè tutto passa velocissimamente e nulla si ferma per farsi ammirare. Ora angeli azzurri, ora diavoletti arancio. Spesso intrecciati e a volte circondati gli uni dagli altri. Per fortuna quanche bel nodo nascosto nella legna scoppietta, sollevando una miriade di scintillanti "stelline", e ti risveglia dal torpore. Senza questo allegro "barbottare" si richierebbe di trovarsi dentro il focolare attratti da un mondo di favole. Lasciarsi trasportare da questa tranquillità è un lusso che a fine giornata ti rincuora e ti riporta alla pace. Chissà perchè, ma ammirando questo via vai di fiammelle colorate e di queste figure disordinate mi sono venute alla mente le immagini ritratte da un noto pittore valdostano, Aimé Maquignaz. Forse ha copiato proprio dalle fiamme del focolare i suoi paesaggi irreali in cui campeggia sempre maestosa la montagna e il suo Cervino. Sono dipinti quasi monocolori, di preferenza azzurri ma a volte anche arancio, che ti rapiscono e ti acconpagnano per mano nella favola di un mondo che tutti sognamo ma che in pochi sanno coltivare per potersene appropriare.
Mi congedo augurandovi una bonanotte. Non sò quale immagine accompagnerà questo articolo, ora la vado a cercare, ma spero possa essere riposante come la fiammella del caminetto.
Gimillan, 13 marzo 2008.
Nell'immagine: la notte al Petit Giles (foto Meneric).