Vorrei parlarvi di una giornata uggiosa trascorsa alla meravigliosa baita di Giles. Le emozioni e le sensazioni sono però tantissime e non basterebbe questa paginetta per trasmettervi la bellezza della giornata. Vi racconterò, per questa volta, la storia di una marmotta. La marmotta (marmota marmota, il suo nome scientifico) è un mammifero appartenente alla famiglia degli Sciuridi. Nelle passeggiate di questa primavera ci ha sempre accompagnato vivacemente con il suo fischio caratteristico e molto acuto. In genere questo richiamo lo emette quando è impaurita perchè cacciata dalla volpe oppure dall'aquila reale. Volentieri però si diverte a comunicare con gli altri suoi simili oppure per dispetto verso chi la cerca con il binocolo e non riesce a vederla. Si tratta infatti di un roditore che riesce a mimetizzarsi molto bene tra le pietraie e nelle praterie alpine grazie ad una pelliccia folta e ruvida, grigio-bruna. La cosa più interessante che ho potuto notare quest'anno è stata una scorribanda di un esemplare che probabilmente aveva intenzione di colonizzare una nuova area. Sono riuscito a seguirla per alcuni minuti con il binocolo e veniva proprio verso il costone su cui ero appostato. Trotterellando goffamente ha percorso diverse centinaia di metri, sempre circospetta, ha attraversato un piccolo torrente ed è risalita sul versante opposto da quello di provenienza. Quando mi è arrivata a qualche decina di metri, malgrado la mia cautela, mi ha sentito "nell'aria" e, dopo una improvvisa posa di guardia nella caratteristica alzata in piedi, ha fatto dietrofront ad una velocità che non mi sarei mai aspettato da una marmotta. La cosa mi aveva incuriosito tantissimo e, due settimane più tardi, mi sono recato nuovamente alla baita a spiare le marmotte. Ho scoperto che la furbetta ha portato a termine il suo piano ed ora, quando mi vede, fischia alle mie spalle.
Ho scoperto che in america esiste "il Giorno della Marmotta". Il primo Giorno della Marmotta venne osservato a Punxsutawney in Pennsylvania il 2 febbraio 1887. La tradizione americana vuole che in questo giorno si debba osservare il rifugio di una marmotta. Se questa emerge e non riesce a vedere la sua ombra perché il tempo è nuvoloso, l'inverno finirà presto; se invece vede la sua ombra perché è una bella giornata, si spaventerà e tornerà di corsa nella sua tana, e l'inverno continuerà per altre sei settimane. In pratica, se è una bella giornata, si avranno due inverni nello stesso anno. Una cosa simile la si dice anche a Cogne facendo riferimento al 1° di febbraio, giorno del Santo Patrono, sant'Orso. L'animale preso in considerazione è, appunto, l'orso. Se il giorno del patrono l'orso mette ad asciugare il suo giaciglio (dunque una bella giornata di sole) significa che l'inverso si prolunga. Al contrario se non si vede l'orso l'inverno finirà presto.
La marmotta che ho fotografato a Grauson e che accompagna questo scritto non è stata fotografata il 2 di febbraio (nella nostra regione il letargo dura sino a marzo) ma era una giornata nuvolosa, il sole non proiettava ombre, e la marmotta non è fuggita nella tana. L'inverno quest’anno si è appropriato anche della primavera, si vede che in america il 2 di febbraio faceva bel tempo. Speriamo almeno che ci restituisca una bella estate.
Gimillan, 31 maggio 2008.