E' finita un'altra estate e tutti facciamo un bilancio di quello che per alcuni è stato periodo di intenso lavoro, per altri quello del meritato riposo. Qui, a Cogne, ci guardiamo intorno ed osserviamo il ritorno alla nostra normalità fatta di silenzio e di tranquillità. I ritmi si sono ristabiliti ai livelli normali, a volte sin troppo rallentati. Guardandosi intorno ci si accorge che l'estate ha lasciato traccia anche nella natura. In particolare i ghiacciai mostrano le conseguenze dovute al pesante stress del caldo estivo. Malgrado non sia stata una stagione caldissima i ghiacci perenni hanno subito l'ennesimo duro colpo soprattutto alle quote più basse. Il loro arretramento è inesorabile e anche lo spessore della materia gelata si assottiglia sempre più. In effetti le grida di allarme per lo scioglimento dei ghiacci ai poli lo si può accomunare a quello per i ghiacci delle alpi e delle catene montuose in generale. E' triste dire che i ghiacciai "piangono" ma le lunghe striature scure che ne segnano i ripidi scivoli indicano la sofferenza a cui sono sottoposti. Oserei paragonarli al viso di un bambino che piange dopo una caduta in terra. Un faccino indifeso e sporco di polvere, rigato dalle lacrime. Lacrime che si riuniscono in un unico torrente tumultuoso e che indica quanto ghiaccio si stia squagliando. Cosa sarebbero le nostre alpi senza il candore del ghiaccio?
Consoliamoci, a detta delle guide alpine sembra che quest'estate i ghiacciai, ad una certa altezza, abbiano conservato delle condizioni ottimali e, dunque, vuole dire che il rifornimento di neve invernale e primaverile è stato adeguato. Poi, se per noi la bella stagione è passata, per i ghiacciai, al contrario, sta iniziando. Auguriamoci che possano vivere un buon inverno ma già anche un buon autunno e che la neve arrivi in fretta a cancellare le tracce dei loro pianti.
Gimillan, 11 settembre 2008.
Nella foto: una vista, ripresa dalla salita al monte Emilius, sul ghiacciaio del Trajo. Le cime che ornano l'invaso ghiacciato, da destra a sinistra, sono: la Grivola, la Bianca, la Nera e la Rossa.