Eccomi qua, sempre di corsa e sempre più stanco. Molta neve è una cuccagna e fa parte di un equilibrato gioco che la Natura ci riserva continuamente in modo straordinario. Quest'inverno è parte del gioco, dello scherzo pesante. Pesante come il peso della neve ammucchiata, pesante come battere le piste per le ciaspole o i tracciati per i pedoni, pesante come il freddo pungente di questi giorni. Questo non è un lamento, anzi è un piacevole risveglio dopo tanti anni di suppliche e di speranze che ormai sembravano vane. Una stagione come quella attuale è da incorniciare e da archiviare nei meandri della memoria per rispolverarla nei momenti di depressione. Dunque tutto a posto anche se con qualche dolore di schiena, di braccia e di gambe. Un piccolo pensiero lo rivolgo agli animali che vivono questa pesante situazione. In questi ultimi giorni ho fatto diverse uscite in ciaspole recandomi in zone poco frequentate dai turisti. Le impronte sulla neve sono ancora abbastanza rare, segno che gli animali sono ancora al riparo in attesa di una condizione di neve più compatta che gli permetta dei brevi trasferimenti senza dover faticare troppo, le riserve di "carburante" sono importanti e finiscono presto, meglio rispettarle. Le orme più frequenti che ho notato sono quelle degli scoiattoli, della lepre e della volpe. Qualche piccolo segno lo lasciano anche i topolini. Ho notato che le lepri si cibano volentieri dei frutti della rosa canina, fortunatamente quest'inverno abbondanti e, vista l'alta coltre di neve, alla portata di questo speciale coniglio. Anche gli uccellini che solitamente stazionano oltre i 2000 metri fanno spesso comparse nei villaggi abitati. Quando gli è consentito razziano le granaglie dei pollai ma non disdegnano i piccoli semini disseminati qua e la ai bordi dei passaggi aperti dai badili degli umani. Certo, in questo istante, stiamo meglio noi rifugiati al calore delle nostre case. Anche questo è Natura e, ..... chissà, magari anche per gli animali questo è un grande inverno.
Gimillan, 27 dicembre 2008.
Nella foto: nella memoria dei 78 anni del nonno questa immagine mancava ancora.