Hotel Petit Giles  
   
 
goccioline coccolone

Chiudere gli occhi, comodamente coricati sulla sedia a sdraio orientata verso il sole del primo pomeriggio. Ci vuole ancora una giacca pesante a riparare la schiena dal freddo che la neve imperterrita sprigiona ma la sensazione del calore del sole ci dice che è in atto un cambiamento irreversibile. Lo stesso sentore lo rivelano gli uccellini che sin dal mattino ci accompagnano nuovamente con il loro cinguettio. Anche la leggera brezza che si è alzata in tarda mattinata porta un messaggio di ..... tempo che cambia. Si, fa ancora freddo, i ghiaccioli non si sono sciolti del tutto durante la giornata ma l'acqua di fusione scorre lungo le grondaie in modo frenetico. E' bello seguire la sua voce, sembra un concerto, oppure un coro? Di certo è qualc'osa di ritmato: la goccia che cade a destra è leggermente più veloce di quella che alimenta la pozza di sinistra. Di tutt'altro timbro è invece quella che si sbriciola sul vecchio asse di legno della panca del nonno, cupa è anche quella che scende velocemente dal tetto sul terreno ancora gelato; ma non sempre fa lo stesso suono, dipende dalla quantità d'acqua accumulatasi nell'invaso creato nel ghiaccio. Il tutto è poi accompagnato dal veloce scorrere dell'acqua nelle grondaie , questa discesa sembra un tenore, quella sul davanti dell'albergo assomiglia ad un baritono e poi c'è il grande coro ravvivato dall'ala del tetto volto a sud. Certo che il maestro di questo concerto dev'essere proprio bravo, tanti suoni, tanti ritmi, tante voci ma marciano "a bacchetta" e senza stonare. Tutto è frenetico ma anche tutto un po' confuso ed ad un certo punto tutto mi sembra sempre più lontano e più velato sino al silenzio assoluto. Eh già, mi sono addormentato come un bimbo sotto il carillon. Bello però, sento ancora adesso il rilassamento provato durante quei pochi attimi di riposo. Ciudete gli occhi anche voi per un momento e pensate al frastuono dei corsi d'acqua che la prossima primavera convoglieranno la linfa della terra verso chissà quale destinazione. Pensate agli innumerevoli rivoli che si frantumeranno sulle rocce e si divideranno in migliaia di goccioline impazzite. Ascoltate sono sempre più lontane, sempre più coccolone, sempre più ....... forse state già dormendo e, allora, buonanotte.

Gimillan, 26 febbraio 2009.

Nella foto: rivoli di fusione scendono dalla Roccia Viva


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