Chissà sino a quando dovremo sopportare la neve quest'anno! Era la domanda ed insieme la preoccupazione maggiore degli abitanti di queste zone a seguito delle nevicate eccezionali che hanno caratterizzato l'inverno passato. E' strano che anche gli anziani del posto si ponessero questa domanda. E' proprio vero che era da troppo tempo che non si vedeva un vero inverno e che la memoria già si stava liberando di cos'era la stagione fredda solo poche decine di anni fa. Nessuno in questo caso ha fatto tesoro dei sapienti detti che le generazioni precedenti avevano elaborato con tanta minuziosa osservazione e tramandati con religiosa devozione sino ai giorni nostri. La filastrocca più ricorrente è: avrì rén pra sèn-t-Ors fieuri (letteralmente tradotto "aprile rende i prati di sant'Orso fioriti"). Orbene, pur essendo solamente a metà del mese di aprile, tale detto si stà rivelando ancora una volta veritiero e degno di ogni attenzione. Non è ancora fiorito, è vero, ma ampi spazi di terreno si stanno allargando in modo rapido e certamente entro la fine del mese si colorerà di verde, rosa, bianco e azzurro. Il mese di aprile è inoltre ricordato in un altro detto: avrì n'a 30, n'én piouveusse 31 seré mié (traduciamolo, "aprile ne ha 30, ne piovesse 31 sarebbe meglio"). Sembra che quest'ultimo non abbia niente a che fare con il primo detto. A pensarci bene invece si trova un buon collegamento tra i due. Aprile infatti era, ed è tutt'oggi, considerato un mese cardine della stagione agricola. Questo è il mese in cui il terreno si "apre" alla nuova stagione estiva e deve immagazzinare la maggior quantità di acqua da poter ridistribuire durante l'estate per rendere rigogliosa la vegetazione. Vuole dire pertanto che da sempre ad aprile ha piovuto, e dunque la neve si squagliava, e più pioveva più rigogliosa sarebbe stata la stagione. Potrà anche nevicare in maggio o giugno ma ad aprile sicuramente piove. Anche questo secondo detto è stato rispettato ed è anche piovuto abbastanza. Speriamo in una stagione estiva fiorente e calda.
Gimillan, 13 aprile 2009.
Nell'immagine: non solo i prati di sant'Orso fioriscono, anche a Gimillan, ben più in alto rispetto a Cogne, i crocus colorano la prateria sino al bordo della neve.