Nessuna nevicata eccezionale ma non passa settimana senza che la neve imbianchi con il suo leggero lenzuolo bianco nuovamente tutto, riportando un candore indescrivibile. Un inverno vero, bello e senza troppe difficoltà, solamente molto lavoro per liberare dalla coltre bianca i passaggi principali e tanta pazienza per l'attesa della primavera. Certo lo spessore di neve è ancora oggi consistente e passeggiare lungo i sentieri è possibile solamente con le racchette da neve. Noi potremmo anche fare a meno di svagarci nella natura invernale ma la scoperta della bellezza dell'inverno è talmente affascinante che siamo attratti inesorabilmente verso gli ambienti del regno bianco. Diverso è per la natura e, in modo particolare, per gli animali. L'inverno per loro è duro, faticoso e, per la maggior parte, significa fame. E' interessante osservare l'opportunismo che sanno mettere in atto per sopravvivere al meglio. Diversità che diversificano i comportamenti anche all'interno di stesse speci. Qui vi voglio raccontare una di queste: quelle dello stambecco, il Re delle pareti verticali e delle alte quote. Generalmente questo speciale ungulato durante la brutta stagione si posiziona in stazioni molto elevate e per sfamarsi sfrutta le colate di neve, che cadono da pendici vertiginose, che scoprono l'erba "Olina". Fiocco di neve, l'unico esemplare albino di questa specie, che in pagina precedente vi ho fatto conoscere, preferisce invece scendere di quota e posizionarsi sul versante esposto al sole per passare l'inverno. "Bacucco", così ho deciso di identificare il vecchissimo esemplare che ho visitato pochi giorni fa, si è invece posizionato in un circoscritto pascolo a 2000 metri circa, ben esposto, assolato e riparato dal vento. Lo ha scelto perché, chissà per quale motivo, il suo giardino si libera facilmente dalla neve e permette all'esemplare di sfamarsi brucando l'erba secca dell'autunno precedente. Credo che la scoperta di questo luogo di svernamento sia dovuta alla sua veneranda età. Ormai troppo anziano per competere con gli esemplari più giovani per mantenere la razza, si è ritirato in disparte dove godere gli ultimi anni in riposo e contemplazione in modo più agevole. Resta invece intatta la sua imponenza sia sotto l'aspetto del bellissimo trofeo che per la sua stazza. Per vederlo ed ammiralo rispettosamente bastano 45 minuti di cammino da Gimillan e un binocolo che vi permetterà di non disturbarlo troppo.
Gimillan, 3 marzo 2010.
Nella foto: "Bacucco" in tutto il suo splendore.