La primavera da queste parti non è mai una grande stagione, o, almeno così sembra. E’ innegabile che il primo colpo d’occhio sull’ambiente circostante possa essere deprimente: colori sbiaditi, polvere, sporcizia lasciata dalla stagione invernale. Anche la temperatura dell’aria è sgradevole e le notti sono ancora rigide. Anche qui si è in trepida attesa della bella stagione e del caldo, che solo qualche centinaio di metri più in basso ha fatto esplodere le fioriture, ma il vento pungente a queste altitudini ostacola ancora, e cancella in buona parte, il valore del sole, tanto da sembrare ancora inverno. Eppure anche in questa stagione si colgono situazioni spettacolari e uniche, irripetibili nell’intero arco dell’anno. L’attento osservatore non può lasciarsi sfuggire l’opportunità di salire sui sentieri delle zone esposte al sole, ormai sgombre della neve, e ricercare i panorami immacolati delle cime che sovrastano le ultime ombre che si trascinano sul fondovalle. Mai come in questo periodo il candore della neve è così accecante e stordente nello stesso tempo. Gli alberi di alto fusto sono ancora spogli e questo permette di cogliere particolari che durante la bella stagione ci sono negati. Prospettive e paesaggi nuovi accompagnati da un frastuono di nuove voci vigorose delle acque che scendono a valle, del canto degli uccelli che finalmente possono pensare alla prosperità della stagione e al tempo dei nuovi amori, nello scoprire colori nuovi tra l’erba secca lasciata dall’inverno. Il coinvolgimento di questa opaca stagione potrebbe incantarvi e farvi cogliere di sorpresa dal calare della luce del sole a quote ancora importanti ma ……, non correte per scendere, la luce vi accompagnerà ancora per alcune ora, il tempo di giungere a valle.
Gimillan, 23 aprile 2010.
Nella foto: la valle di Cogne da occidente ad oriente, i contrafforti della Valnontey.